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Alternative Medicine"
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PSICOLOGIA - Sconfiggere il senso di Colpa - Il valore della riparazione  
vedi:
   Psiche e malattie  +  Psiche e Cancro + Corpo di Dolore + PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

Tutti facciamo errori e tutti possiamo sbagliare. Ma se è vero che in una reale cultura della tolleranza gli errori possono essere riparati - nella nostra realtà quotidiana - predomina schiacciante la cultura del senso di colpa. Il senso di colpa deriva da un’educazione rigida, ottusa, spesso ipocritamente violenta. L’archetipo del Padre saggio, portatore di saggezza e senso del limite, è spesso lontano dal nostro animo e dai nostri pensieri.

Ma in un mondo senza padri, la violenza non può che svilupparsi senza limite e gli individui tendono a rimanere eterni adolescenti, eterni Peter Pan, capricciosi e sempre alla ricerca di un qualcosa che non sanno neppure definire. Dobbiamo quindi imparare a riparare gli errori. L’errore è sempre umano e non sovrannaturale: quando commettiamo un errore – per quando grave - non è stata oltraggiata alcuna divinità. L’errore non deve essere portato nelle sfere celesti del Giudizio Universale, ma deve rimanere sulla terra, concreto, reale – pur dolorosamente – umano e quindi perdonabile. In questo modo esso – per quanto difficile - rimane sempre un errore a cui è possibile riparare.

Questo meccanismo è di enorme valore per l’animo delle persone e in particolare per i bambini.
Essere consapevoli che i nostri errori sono riparabili (attraverso un gesto, un rituale, un lavoro) permette a colui che l’ha commesso di non sentirsi terribilmente colpevole, poiché questo darebbe vita ad una spirale di colpa (il colpevole cerca sempre inconsciamente di espiare e così facendo rischia di trovarsi nuovamente in circostanze dove commette ulteriori errori, rimanendo intrappolato in un diabolico circolo vizioso).
Se i nostri errori sono in qualche modo riparabili, allora possiamo far crescere in noi la speranza che la Colpa può essere sciolta, che la Colpa non sia una macchia indelebile che pesa vita-natural-durante sulle nostre coscienze. Invece di rimanere schiacciati dalla condanna della colpa possiamo:
1) prendere atto dell’errore
2) possiamo assumerci la responsabilità fino in fondo
3) possiamo smettere di immaginarci perfetti
4) possiamo chiedere perdono e perdonarci
5) possiamo quindi riparare e possiamo escogitare sistemi per sciogliere la colpa e impedirgli di soffocare per sempre il nostro cuore.

La riparazione non è mai la cancellazione totale dell’errore. La riparazione non riavvolge il nastro della vita e annulla l’errore come se non fosse mai stato commesso. Così come l’errore è umano, anche la riparazione è umana e quindi imperfetta. Assumersi fino in fondo la responsabilità dei nostri errori - in maniera adulta e paterna – significa essere consapevoli del dolore che la nostra riparazione non sarà una cancellazione totale. L’errore deve quindi farci crescere, deve farci maturare ed evolvere attraverso il dolore di una riparazione imperfetta, ma al tempo stesso, sincera ed autentica. Dove poi non riesce ad arrivare la riparazione, può sempre arrivare il perdono.
Tratto da: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1318
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

Cancro e Pineale - vedi: BioElettronica
Dopo 25 anni di ricerche il dott. Paolo Lissoni, oncologo della divisione di Radioterapia del San Gerardo è riuscito nel suo intento. Infatti, il National cancer institute di Washington, l'istituto oncologico che divulga notizie scientificamente attendibili, ha corroborato la fondatezza dei suoi studi sulla ghiandola pineale. 
Lissoni parte dalla teoria di Cartesio che a metà del '600 teorizzava il ruolo della ghiandola pineale (alla base del cranio) come collegamento tra il corpo e l'anima. Infatti, Lissoni si rifà agli antichi filosofi che parlavano di unità della persona tra corpo e anima, dai Magi a Platone, secondo cui la malattia era il distacco dall'universale. Dall'ipotesi filosofica, poi è passato a quella scientifica: la ghiandola produce quattro ormoni (fra cui la melatonina), in alcuni casi utili come antitumorali. 
Secondo Lissoni non basta curare solo la parte fisica del tumore, ma bisogna occuparsi anche della psiche del paziente, perché la cura della malattia non è semplicemente organica, ma deriva anche da un malessere esistenziale. I quattro ormoni vengono prodotti nelle quattro diverse fasi della giornata, seguendo il ritmo del sole. Le teorie del medico monzese sono state a lungo derise, ma il National Cancer Institute di Washington le ha riconosciute come valide. Lissoni è stato chiamato dal National cancer institute di Washington, il tempio della scienza medica mondiale a cui venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni prodotti dalla ghiandola pineale. 
Nel frattempo, il tempio della ricerca internazionale sta compiendo gli stessi studi sugli animali, mentre a Monza Paolo Lissoni ha già una casistica di 2500 pazienti in 25 anni (circa il 15% dei pazienti del reparto).
Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad essere l'unico centro al mondo con una tradizione di studio sulla ghiandola pineale
«Non ho mai voluto spaccare il mondo degli oncologi come fece il professor Di Bella - dichiara il dottor Lissoni - ma auspico l'unione fra gli specialisti del settore, l'unità delle terapie per rendere, per esempio le chemioterapie sempre meglio accettate ed efficaci».