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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


TRAPIANTI - ESPIANTI di ORGANI
 

Legato al problema della Morte vi è quello del “trapianto di organi”, e quest’ultimo lo è a causa delle recenti proposte di legge, presentate nei vari stati del mondo, riguardanti l’obbligatorietà della “donazione” degli organi del proprio corpo alla morte.
La donazione di organi risale alle prime possibilità di trapianto di organi da un corpo all’altro.

Oggi trascorso qualche decennio dai primi trapianti, si cominciano a trarre le prime conclusioni, che possiamo così riassumere:

1) Intervistati, alcuni trapiantati hanno dichiarato che se avessero conosciuto prima le varie traversie alle quali andavano incontro, avrebbero scelto il non trapianto, cioè la morte.

2) Altri hanno affermato essere soddisfatti di aver accettato il trapianto.

3) A tutti gli interessati, pazienti da trapiantare, si è consigliato caldamente da parte dei medici, di sottoporsi all’esperimento e questi hanno effettuato una “scelta” comunque sotto forte pressione psicologica.

4) Al “morto” al quale si toglie un organo, NON si è chiesto NULLA quando era in vita.

5) Gli unici ad essere molto soddisfatti, anzi continuerebbero a farlo, sono i medici che operarono i pazienti.

6) La scienza medica attuale (quella che si insegna all’Università) è incapace di dichiarare con controlli scientifici, QUANDO un paziente è morto ! hanno inventato anche la “morte cerebrale” !

Diversi patologi affermano che molte autopsie smentiscono la diagnosi precedente di morte cerebrale !
Infatti sappiamo anche che il 5% dei sotterrati con certificato medico di morte, sono solo apparentemente morti, perché si risvegliano nella bara e qui vi muoiono definitivamente per soffocamento.
Pensate se ad uno di questi capitasse di essere usato per un trapianto di organi e gli si prelevasse un organo “credendo” che egli sia morto. Chiedetevi anche: ......e se fossi Io ?
Gli antichi attendevano 72 ore prima di chiudere definitivamente un corpo nella tomba, per avere la certezza che morte esistesse. Oggi la paura e l’ignoranza sulla morte, incute anche nei medici l’affrettarsi nello sbarazzarsi al più presto del cadavere oppure l’interesse del potere della lobby dei trapianti o dei medici che effettuano i trapianti, è più forte di qualsiasi considerazione etico/scientifica. Per esempio, nei casi di annegamento o di folgorazioni elettriche è abbastanza facile avere dei “risvegli” entro le 72 ore.
In Medicina Biologica utilizziamo anche la Bio Elettronica Vincent (BEV/BTA) per essere certi della morte o trapasso del paziente, analizzandogli il sangue e se possibile saliva ed urine, per conoscere il pH, lo rH e la resistività rò.
Come abbiamo già visto, il “terreno”, i liquidi del corpo, DEVONO avere determinati parametri elettronici per mantenere la Vita, di conseguenza se questi non esistono più, la Vita in questa dimensione NON è più possibile.
Usando le tecniche Bio elettroniche NON vi è possibilità di errore nel conoscere i valori elettronici della morte.
Visto che la tecnologia ci permette di determinare il VERO momento della morte, prima di togliere un qualsiasi organo da quel corpo, BISOGNA ASSOLUTAMENTE controllare se quell’essere è morto definitivamente anche con le analisi Bio elettroniche.
Solo dopo aver effettuato anche questo controllo potremo, se abbiamo avuto dal paziente prima di morire l’autorizzazione al prelievo, togliere un qualsiasi organo per utilizzarlo per un’altra persona. NON sono certo i parenti che possono dare l’assenso, è l’essere stesso in prima istanza che lo deve dare, prima di “passare a miglior vita”, con un documento firmato mentre era in buone condizioni di salute Psico fisica; perciò si devono proporre leggi che richiedano a tutti il loro parere in merito, quando sono vivi e non obbligare tutti a divenire “donatori” per forza,  se è una donazione, NON vi può essere costrizione !  
Anche se le attuali leggi Italiane, dicono che se una persona non è d’accordo, deve firmare un documento di esonero dalla obbligatorietà per il prelievo di organi alla propria morte, questo problema va in realtà rovesciato e posto in questi altri termini:

Tutti i cittadini devono obbligatoriamente pronunciarsi in Vita, per dare disposizioni in merito alla possibilità che i loro organi, una volta accertata la Vera morte, anche con la Bio elettronica, possano essere prelevati o meno, dal loro corpo.

Questa è la vera libertà, NON quella attuale che si vuole contrabbandare per ”Amore verso il prossimo” richiedendo la donazione obbligatoria degli organi per tutti, anche per coloro che non hanno fornito in vita un parere favorevole in merito.
E’ di tutta evidenza che si strumentalizza l’ignoranza e l’emotività dei cittadini ignari di quali enormi speculazioni finanziarie e di potere esistano dietro queste pratiche da “Frankestein”; da parte delle varie associazioni di “Donazione di Organi”, delle “Banche di organi” o da parte di “medici ed ospedali” che amano trarre pubblicità e prestigio, attraverso e con i trapianti di organi.
Sappiamo ormai, per esempio, che da molti paesi del terzo mondo partono ogni giorno degli aerei privati che trasportano bambini rapiti o comperati a basso costo, per conto di organizzazioni sanitarie criminali, per poter asportare loro qualche, occhio, rene, ecc., alle volte anche questi vengono uccisi sui tavoli nelle sale operatorie di queste organizzazioni criminali, per poter trapiantare organi in pazienti danarosi !
Viva la “civiltà dell’uomo sapiens” che segue questo “progresso”.
In medicina Biologica o Naturale insegniamo a prevenire le malattie, per cui chi utilizza queste tecniche al meglio, NON sarà facilmente “carne” da esperimento o da trapianto.
Si cercano di imporre le “fabbriche” e le banche di “pezzi di ricambio”, per farvi speculazioni, utilizzando anche e sopra tutto la paura della morte; ecco perché non si vuole spiegare la “morte” come un “passaggio”, perché se tutti avessero questa certezza, viste le difficoltà della Vita in questa dimensione, NON vi sarebbero facilmente molti pazienti sui quali trapiantare organi.
Pensate che nelle scuole elementari e medie in Italia, si è iniziato a fare propaganda per la “donazione degli organi”; una associazione favorevole all’espianto ed al trapianto degli organi a cuore battente, si è data da fare per ottenere il permesso di fare propaganda nelle aule scolastiche, tentando di far sottoscrivere ai giovani l’assenso all’espianto senza il consenso della famiglia; risultato nell’arco di circa 3 mesi tre ragazzini si sono suicidati in un momento di depressione anche per “donare” gli organi..... evidentemente i “propagandisti” nella loro focosità e fanatismo, non hanno spiegato bene che i morti NON sono ADATTI all’espianto, devono essere ancora vivi perché siano utilizzabili !
Comunque per ritornare al problema del trapianto, dobbiamo considerare anche il fatto che ogni essere “personalizza” anche i propri organi e le proprie cellule; infatti come sappiamo già da interviste effettuate a soggetti che hanno subito un trapianto di organo, ognuno di essi convive consapevolmente con la personalità  del donatore, anche se non sa chi è.
In un gruppo di auto aiuto fra soggetti trapiantati, tutti hanno confermato la loro certezza che in loro convive anche la personalità del donatore, al punto tale che in
essi cambiano persino i desideri sessuali, nel caso di una trapianto da maschio a femmina o viceversa, i gusti verso cibi, bevande, vestiti, tipo di attività lavorativa, modo di vivere ecc., nel caso di trapianto di organi giovani in un corpo di età di circa 50 anni, si è visto come l’energia “imposta” al corpo del 50 enne, è tale da sfiancarlo creandogli anche dei nuovi ed ulteriori Conflitti Spirituali interiori; in altri casi si è osservato che alcuni, pur non sapendo chi era il donatore, lo hanno visto in sogno, fornendo anche il nome proprio; certuni arrivano a parlare, discutere, con questa personalità che è insediata in loro.
Questo significa che tutte le cellule degli organi che essi hanno ricevuto con il trapianto, hanno sicuramente impresso la personalità del soggetto che li ha “creati” e quindi quando una parte del corpo sopravvive alla morte dell’insieme, l’informazione del campo CEI (Campo Psico Energetico Informato), quindi anche il corpo eterico o parte di esso, rimane nelle cellule dell’organo espiantato e trapiantato, fornendo al nuovo corpo le informazioni entro contenute.
Su queste basi sarebbe importante ridiscutere tutta questa tecnica anche nell’interesse del “morto”, di cui una parte non morendo, è destinata a trascinare l’altra parte del Campo (CEI) rimasta nell’organo, nell’esperienza di colui che riceve l’organo; vi è quindi la possibilità che il Campo CEI del “morto”, “possegga o tenti di possedere” il nuovo corpo per poter sopravvivere in questo nuovo essere/corpo, a discapito della propria e dell’altrui evoluzione.
Un altro problema è quello che: NON esiste l’organo “standard” come dall’auto ricambista, ecco perché vi è “crisi di rigetto” in ogni trapianto.
Inoltre ogni organo contiene le informazioni del DNA del soggetto al quale l’organo apparteneva, per cui anche predisposizioni genetiche a certe malattie e quelle somatizzate durante la vita del donatore, quante sono scritte in ogni parte dell’organo da trapiantare.
Come per le vaccinazioni o le trasfusioni di sangue, anche per i trapianti, NON si informano mai i cittadini spiegando loro i gravi pericoli che seguono tali pratiche, malgrado tutte le assicurazioni dei “medici”; infatti coloro che effettuano un trapianto, sono costretti  continuamente ad essere sotto cura con appositi farmaci immunosoppressori, per cercare di impedire il rigetto dell’organo trapiantato, che l’organismo ricevente riconosce come NON SUO.
Tutto sommato, vale la pena di aggiungere qualche anno alla propria esistenza, se poi la qualità della Vita non è più quella sperata ? La risposta non può che essere individuale, quindi la donazione DEVE seguire questa prassi.
Per noi è la Qualità della Vita quello che importa, ma siccome non bisogna imporre la propria “fede” agli altri, lasciamo liberi ognuno di decidere per Se stesso, in merito ai trapianti; ma siamo dichiaratamente contro coloro che estraggono un organo da un corpo non sottoposto al controllo Bio elettronico per accertarne la Vera morte e siamo contrari a quelle leggi, che servono solo le speculazioni finanziarie dei vari gruppi di potere, in modo da avere molti “pezzi di ricambio” umani e che vogliono rendere obbligatorie le “donazioni” di organi; se sono “donazioni”, non possono essere obblighi; anche se richiedono l’obbligo di chiedere l’esonero; la vera Libertà non si impone in questo modo.
Abbiamo ricevuto una rivista tedesca “NEUE REVUE”, nella quale è stata pubblicata l’intervista di un padre che racconta la sua orripilante avventura vissuta sulla pelle di suo figlio, la trascriviamo come la leggiamo dal testo:
Martin B. anni 18 trascorre le vacanze in Italia; ha un incidente stradale, viene ricoverato in ospedale e qui incomincia lo scandalo, i medici si “arrendono”, lo dichiarano praticamente morto, vogliono il suo cuore, i suoi organi, i genitori informati si precipitano dalla Germania in Italia nell’ospedale ove vengono tenuti a bada, respinti. E’ vivo o morto ? giace nel letto privo di conoscenza.
Il padre racconta: ...”mio figlio si trovava in vacanza in Italia; una mattina verso le 10 suona il telefono; all’altro capo del filo una voce sconosciuta;.... buongiorno, qui l’ospedale Cardarelli di Napoli.
Un ospedale ? in Italia ? per l’amor del cielo cosa è successo  a mio figlio ? Di nuovo lo sconosciuto
: suo figlio ha la tessera di donatore ? che cosa ?,  grido nel telefono: no....no !  non ha la tessera di donatore, ma cosa succede ? ma insomma mi dica di cosa si tratta ? Suo figlio è gravemente ferito, è in coma, mi dispiace non c’è quasi più nulla da fare.
Urlo: Lasciatelo com’è, vengo subito, non toccatelo. Mia moglie ed io prendiamo il primo aereo, quello delle 16,55 da Dusseldorf, era il 3 Agosto 1995”.
Come ha fatto il giovane tedesco a finire per rischiare gli organi ?
Egli arriva a Napoli con un volo charter; due settimane di vacanza, tutto compreso, all’isola dei fiori, Ischia, Hotel Terme Colella. La sua prima vacanza senza i genitori. Compie i 19 anni il 25 febbraio 1996; frequenta un  Istituto commerciale, il padre Heinz Heinrich (55 anni) ha una ditta di manutenzione.
Martin biondo, occhi azzurri, simpatico, ad Ischia noleggia un motorino. La seconda sera è investito da un’auto; urta contro la capote della macchina, si alza e cade svenuto. Dal pronto soccorso lo inviano a Napoli al Cardarelli.
Qui viene considerato futuro donatore di organi, il cuore, i reni, il fegato, gli occhi.
Il padre e la madre di Martin arrivano alle 21. Il padre racconta: “Abbiamo fatto irruzione nell’ospedale e girato nei corridoi chiedendo  deve è il reparto rianimazione ? ci siamo trovati davanti ad  una grande porta di vetro, con una scritta “Rianimazione”; una suora ci ingiunge: Alt !; dico: sono tedesco, il padre dov’è mio figlio ? la suora blocca il passaggio; mi ascolti, vogliamo andare da nostro figlio, da Martin; è la mamma, la madre, non capisce ? io sono il padre, il papà ! la suora dice No, no ! Vorrei scagliarmi, sfondare una porta, ma quale ? penso alla voce al telefono, alla faccenda della tessera di donatore”....
Il giorno dopo la lotta disperata contro la minaccia del prelievo degli organi, il padre: “poco dopo le 7 siamo di nuovo all’ospedale e di nuovo respinti. Sono matido di sudore per l’angoscia. Mia moglie ed io entriamo in una banca, c’è nessuno che parli il tedesco ? il direttore ci procura un’interprete, torniamo all’ospedale.
Viene il prof. Ruggieri scuote la testa, no, non va. Dico: basta cosi, ci portiamo via nostro figlio, subito. Il prof. Ruggieri: crede forse che i suoi medici tedeschi possano fare qualcosa ? Vado in un bar di fronte; il titolare ascolta tutto. Dice prego ecco il mio telefono; chiamo un amico medico in Germania che dice: sono semplicemente pazzi, non c’è niente di meglio per tuo figlio che sentire la vostra cara voce, portatelo via di lì ed in fretta.
Telefono alla mia assicurazione; chiedo che mandino un aereo adibito al trasporto malati. Tergiversano. Richiamo, dicono: Non trasportiamo morti; sospetto che nel frattempo si siano telefonati con l’ospedale. Che cosa significa, ....non trasportiamo morti ? Martin è Vivo ! a che gioco stiamo giocando ?
Chiamo l’ARAG, ci vorrà del tempo, faccio telefonate, mando fax, mia moglie monta la guardia in ospedale nel corridoio davanti al reparto di terapia intensiva. Ogni tanto ci incontriamo. Ci guardiamo negli occhi e capisco al volo: non ci sono cambiamenti, non ci fanno entrare: Finalmente il 6 Agosto, dopo 3 giorni, atterra il Learget 35 con a bordo una giovane dottoressa decisa. Nemmeno lei può vedere mio figlio, tratta per 2 ore. Poi aprono la porta di acciaio, la giace nostro figlio Martin, com’è magro ! che puzza; dolce di sangue fresco, di sudore; mio dio, lo hanno proprio abbandonato là, dichiarato praticamente morto, solo ventilato ! la dottoressa ordina: Parlategli; mia moglie accarezza i capelli, io gli stringo le mani: Le palpebre fremono. La dottoressa dice: ce la faremo.
Dico a mia moglie: Non piangere, Martin è vivo: Poi giù a piangere a dirotto anch’io
”.
Clinica Universitaria di Essen, sediamo accanto al suo letto: finalmente conosciamo il referto: trauma cranico cerebrale, travaso subdurale anteriore destro.
Già dopo il primo giorno spalanca gli occhi, parla e dice: .....voglio andare a casa.
Oggi Martin ha terminato gli studi, gioca a pallacanestro, Nessuna lesione permanente dice: ..ho avuta fortuna e per questo dice, lotterò perché nessuno possa prelevare gli organi da persona definita cerebralmente morta.......

Altro fatto importante è che per i trapianti di organi da animali, vi è il serio pericolo che si producano delle mutazioni genetiche a sfavore del genoma umano; cioè che il DNA animale si mescoli a quello umano.
Il pericolo è così serio che il governo della Gran Bretagna ha deciso di obbligare i trapiantati con organi animali, di sottoporsi a sterilizzazione totale, per impedire loro di procreare figli !
Riproduciamo in toto l’accalorata ma chiara esposizione del dott. Bartolini, presentata alla Camera dei Deputati con sede in Roma (Italia).

On.li Deputati,
Quanto sento di dover dire nasce da un'esperienza di sala operatoria quasi cinquantennale ed oltre ventennale di rianimazione e terapia intensiva (ho contribuito alla nascita di tale servizio negli ospedali romani) ed è condiviso da una larga fascia di colleghi operanti nel settore.
Prego la Commissione di non archiviare le mie osservazioni senza prime averle considerate con attenzione, perché intendono aiutarla nel suo ingrato ed arduo compito.
Come esplicitamente richiesto, mi baso esclusivamente su considerazioni mediche.
Alcuni punti mi rendono particolarmente perplesso, in primo luogo la “morte cerebrale”.
C'è da considerare al proposito che:
1.. i mezzi di cui disponiamo, e che sono previsti dalla legge, NON ATTESTANO una morte, ma solo, in negativo, la nostra INCAPACITA' a rilevare segni di talune attività cerebrali.
Qui giova osservare che le nostre conoscenze in proposito non ci permettono di affermare con certezza che si tratta di quelle più importanti. Se poi quest'incapacità sia dovuta o no ai limiti dei nostri mezzi di indagine, come è pur possibile, non viene tolto il fatto che l'assenza di un'attività cerebrale documentabile non è prova, ma, al massimo SOSPETTO o, se vogliamo, PRESUNZIONE di morte cerebrale, quale che sia il grado di possibilità attribuibile a tale presunzione.
2
.. L'identità morte cerebrale = morte, sic et simpliciter della persona, E' FALSA.
Il decerebrato è vivo, non vitale, ma vivo; non è morto finché l' apparato cardiocircolatorio è in grado di perfondere i vari tessuti. Non si possono fare analogie con l'arresto cardiocircolatorio, le cui conseguenze comportano danni irreversibili a tutte le strutture dell'organismo, in tempi relativamente brevi ( da minuti ad alcune ore).
Chi accetta quell'identità, fa proprio quella scelta filosofica frutto di "PREGIUDIZI" che vedo deprecata da tutti i relatori.
Tutti giustamente pongono l'accento sull'esigenza di " sensibilizzare ed informare".
Premesso che ogni tipo di trapianto esigerebbe una discussione a sé, esiste una condizione necessaria per accettare - per non dire IMPORRE - un'azione terapeutica: “primum non nocere”: non mi risulta che l'esistenza di tale condizione sia documentata a sufficienza nel caso dei trapianti.
Quanti degli aspiranti riceventi di trapianto sono informati della reale precarietà dell'esistenza della media di coloro che sono trapiantati con "successo" ? e quanti sono debitamente informati su quanto delle promesse realmente MANTENUTO ?
Sono stato troppo tempo spettatore (attore ed autore ed oggetto) di pubblicazioni scientifiche, da dentro l'ambiente, per ignorare che i risultati da esse resi pubblici non si basano su tutto il “materiale” disponibile, ma, troppo spesso, su una parte debitamente selezionata di esso.
Chi è del mestiere lo sa, e sa come leggere tra le righe, ma gli altri ?
Quanta parte della popolazione sa che il trapiantato è nello stato immunologico del malato di AIDS, con l'aggravante delle intossicazioni acute e croniche da parte degli immunosoppressori ?
Quanta parte della popolazione sa che il trapiantato ha una frequenza di 100 VOLTE (con punte di 130 per alcuni organi) maggiore rispetto al non trapiantato nello sviluppare CANCRI ?.
La prospettiva di “anche un solo anno di vita normale in più” è allettante, ma quanto reale ?
L'accertamento di tale evenienza dipende, nel singolo malato, fra la sua vita SENZA e CON il trapianto, a partire da quel dato momento. Ogni tentativo di dare risposte statistiche a tale quesito, ha confermato ciò che ogni singolo medico ha sempre saputo: NON E' POSSIBILE stabilire, non dico con certezza – ovvio ! - ma nemmeno con sufficiente sicurezza la speranza di vita di un dato paziente, a partire da un dato momento.

Senza contare che uno studio recente (AM J Cardiol 1997, 80: 746- 750), su circa 100 trapiantati, ha dimostrato oltre un terzo di loro NON AVEVA REALE NECESSITA' di dover subire tale intervento.
Una campagna informativa capillare è realmente indispensabile, ma per essere valida deve dar per certo tutto e solo quello che è certo. Le probabilità e le speranze, vanno presentate per ciò che sono.
Procedere come hanno fatto sinora i mass-media, ha tutta l'aria di vendita di fumo.
Dobbiamo ritenere che la pratica dei trapianti d'organo è ancora in FASE SPERIMENTALE e, pertanto, è prematura la sua adozione di routine nella pratica clinica.
E ciò almeno finché, condizione necessaria e non sufficiente, non saranno date risposte medico- scientifiche esaurienti agli interrogativi che ho fatto presenti. In questa prospettiva, conservare l' esigenza giuridica di un consenso espresso, tanto all'espianto, quanto all'impianto, da parte degli interessati o da chi per loro e prolungare il periodo di osservazione pre-espianto secondo il giudizio del curante, non è per niente manifestazione di tabù, ma solo atto di doveroso rispetto sia nei riguardi dei pazienti, che si sono rivolti al medico sperando di essere aiutati a vivere; (che, del resto è l'essenziale) sia della ricerca terapeutica seria, che così si può svolgere nel campo suo proprio.
Ogni altra decisione rivela un presupposto teoretico, che, se imposto per legge è anti democratico.
Dottor Giuseppe Bartolini (Anestesista - Rianimatore)

Dal "PRESS RELEASE ANSA" del 09/12/99

La "Lega nazionale contro la Predazione di Organi - Bergamo", informa che neurochirurghi del Dipartimento di Medicina d'urgenza della NIHON UNIVERSITY, con l'APPLICAZIONE del trattamento della IPOTERMIA LOCALE CONTROLLATA, hanno trattato 20 pazienti con danno cerebrale diffuso, successivo ad ematoma subdurale acuto e 12 con ischemia cerebrale globale, provocata da arresto cardiaco della durata compresa tra 30 e 47 minuti.
I pazienti, inizialmente si trovavano in stato di coma DEPASSE' e presentavano perdita del riflesso alla luce 14 dei 20 pazienti del primo gruppo e 6 dei 12 del secondo SONO TORNATI A NORMALE VITA QUOTIDIANA.
Ciò significa che alla NIHON UNIVERSITY, sono riusciti a rendere reversibile e riportare in vita 20 persone da un coma che in base ai criteri diagnostici per i quali da noi in Europa, ti dichiarano morto, ti espiantano o ti sotterrano !

Da Lega contro la Predazione:
Il cardiologo Prof. Dr. David W. Evans, Fellow Commoner of Queen's College, Cambridge, dichiara:
"Non esistono prove per stabilire la morte del cervello prima della cessazione definitiva della circolazione corporea. C'è una bella differenza fra essere morti e dichiarati morti"
Il Prof. Austin Gresham (già primario del Reparto di Patologia presso l'Addenbrook's Hospital di Cambridge), ha dichiarato che cervelli, da lui esaminati durante l'autopsia dopo che erano stati dichiarati "morti", apparivano” norm Color ali”.
G.F. Molinari (in "Collaborative Study of Brain Death", NINGDS Monograph No. 24), in uno studio condotto su 503 pazienti, riscontrò che "non era possibile verificare che ad una diagnosi emessa prima dell'arresto cardiaco in base a usa serie o sottoserie di criteri corrisponda invariabilmente un cervello in gran parte distrutto"
Ricercatori della Harvard University affermano, già dal 1992, che non è possibile accertare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello con i mezzi clinico-strumentali attuali.
(Critical Care Medicine - vol. 20, no. 12, 1992, Harvard Medical School, Boston, Rethinking Brain Death - trad. Ripensamento sulla Morte Cerebrale).

Il cardiologo Yoshio Watanabe MD, Toyota Medical Center, Giappone, afferma: "Lo stato di "morte cerebrale" al massimo predice che la morte dell'individuo è imminente, ma non è prova di morte"

Il Presidente dell'Associazione Internazionale di Bioetica, Peter Singer, al Congresso Internazionale di Cuba sulla cosiddetta "morte cerebrale", (febbraio - marzo 1996), in merito alla riluttanza a donare organi, ha affermato:
"La gente ha abbastanza buon senso da capire che i morti cerebrali non sono veramente morti ... la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi"

MORTE CEREBRALE, (secondo un medico)

Diversi concetti di morte implicano diversi criteri per la sua diagnosi. Non è corretto parlare di morte cerebrale ma di diagnosi di morte con criteri cerebrali.
Il termine morte cerebrale ha dato a molti, lecitamente, l'impressione che si trattasse di un diverso tipo di morte rispetto a quella comunemente intesa e condivisa, il cui fine fosse di poter prelevare, o peggio, "rapinare" gli organi di pazienti ancora vivi (data la presenza del battito cardiaco, comunemente inteso come segno di vitalità).
Il concetto di morte cerebrale è nato e si è sviluppato come conseguenza dell'evoluzione tecnologica della rianimazione. Prima della nascita della terapia intensiva, per molti secoli la diagnosi di morte aveva a che fare solo con il respiro e con il cuore, non con il cervello, e tuttora è così per la stragrande maggioranza dei decessi (97%). In ambiente non intensivo, infatti, il morire non comprende ventilatori, monitor ed altre apparecchiature medicali, dunque non riguarda i criteri neurologici di diagnosi.
Fino al XVI° sec. morte significava assenza di respiro; il soggetto era detto morto quando aveva esalato l'ultimo respiro. Nella bibbia si parla di alito di vita (Gen. 2,7).
Successivamente, nel 1628, Harvey introdusse il concetto di morte per arresto cardiaco.
Oggi si sa che tuttavia l'arresto cardiaco può essere la causa come la conseguenza della morte! (ad esempio, un paziente muore per infarto miocardico e in questo caso l'arresto cardiaco è la causa della morte; un altro paziente decede per sanguinamento massivo o per arresto respiratorio o per trauma cranico con perdita di materia cerebrale. e in questi casi il paziente muore e muore anche il cuore). La perdita della capacità di respirare non è segno di morte (se una persona non respira non vuol dire che è morta !
L'arresto cardiaco può essere una causa o una conseguenza della morte ma non una conditio sine qua non.
La perdita della coscienza non è segno di morte ma di grave danno cerebrale.
La mancanza di prospettive di vita non è sinonimo di morte del paziente.
La morte è la perdita dell'integrazione funzionale (dipendente dal cervello) che rende l'individuo biologicamente vivo: nella morte cerebrale si ha una residua e transitoria presenza di alcune parti vive ma non di una unità vivente; nella morte cardiaca il quadro è lo stesso solo che le parti del corpo ancora vive sono quantitativamente minori (cornee, osso, peli e unghie continuano a crescere nel cadavere).
Ritenere che un cadavere non debba avere parti del corpo ancora vive significa ritornare a Winslow che, nel 1722, sosteneva che la certezza di morte si ha solo dopo l'avvenuta putrefazione del cadavere.
Circa 150 anni fa a Berlino il conte Karnice Karnicki inventò le bare con i sistemi di allarme nel caso in cui il morto seppellito non fosse veramente morto, e fece soldi a palate (anche oggi forse!). Ma per morte cerebrale cosa si intende ? Morte di tutto il cervello o di una parte, e quale ?

Per far diagnosi di morte con criteri cerebrali deve essere verificata la morte di tutto l'encefalo incluso il tronco, come nel decapitato.

Criteri essenziali per la diagnosi di morte cerebrale:

- Stato di incoscienza

- Assenza delle funzioni del tronco cerebrale

- Apnea

- I riflessi spinali possono essere presenti

- EEG isoelettrico

- Assenza del flusso cerebrale

- Legge 578 del 23.12.93 Norme per l'accertamento e la certificazione di morte.

Il paziente in coma non è cerebralmente morto: il suo cervello è vivo (non importa se abbia delle lesioni come nel caso di un ictus o di un trauma cranico) e ci sono possibilità che riprenda una vita attiva. Nel paziente in cui è stata fatta diagnosi di morte con criteri cerebrali non c'è alcuna possibilità che "si svegli" in quanto il suo cervello è completamente morto. Se ci fosse la possibilità di vedere dentro la scatola cranica di questi oramai definibili cadaveri, si vedrebbe una necrosi massiva e completa di tutto l'encefalo e del tronco.
Quando la commissione medica ha fatto diagnosi di morte con criteri cerebrali, e quindi viene constatato il decesso, il paziente diventa per definizione cadavere ed esce dalla rianimazione per andare in obitorio.
Questo ad eccezione del caso in cui il cadavere sia un donatore: in questo caso le misure rianimatorie continuano fino al momento dell'espianto, con l'unico scopo di mantenere perfusi, gli organi da donare.
……….L'ora del decesso, sulla carta, risulta comunque quella in cui esso è stato dichiarato dalla commissione medica.
Oggi la scelta se donare o non donare non deve essere fatta in base al concetto errato che se decido di donare staccano la spina mentre se decido di non donare resto ancora in rianimazione e le terapie continuano, nella speranza di un risveglio.
Questo concetto molto sbagliato che purtroppo spesso si vede nei film, deve essere superato. Quando arriva il momento di decidere se donare o non donare, vuol dire che i medici hanno già diagnosticato la morte del paziente (con i criteri cerebrali) e, a prescindere dalla decisione, il paziente viene definito cadavere e "viene staccata la spina".
Spero di averti chiarito un pò le idee in merito a questo argomento di cui si parla pochissimo e di cui ciascuno si fa un'idea in base a ciò che sente dire o che legge sulle riviste.

Commento: Buona dissertazione di un medico, che però non tiene conto che:

1)     Vi sono casi possibili, in cui i “morti” possono risorgere anche dopo qualche giorno. Non è stato dimostrato il contrario.

2)     In momenti carichi di emozione  - per i parenti - come quelli della morte di un caro o della possibilità  - per i medici - di espiantare degli organi, tutto deve essere effettuato………in fretta e quindi le procedure precise, molte volte sono tralasciate anche dai medici…..per poter “correre” e prelevare l’organo o gli organi; i medici sanno benissimo che prima espiantano e meno l’organo invecchia o muore, quindi la velocità ed il tempo ridotto sono fondamentali per la riuscita del trapianto e per la durata nel nuovo corpo del del paziente, del pezzo di ricambio.

3)     Valutare la morte irreversibile solo con quegli strumenti tecnici, è sottovalutare le possibilità di ritornare alla vita vivibile; prima occorre avere la certezza dell’irreversibilità della morte. Solo più tempo ed altri indagini permettono si esserne certi, ma questo va oggi, contro gli interessi dei medici che vogliono espiantare.

4)     Il fatto che parte del mondo medico scientifico sia indirizzato a trovare altre strade per ottenere pezzi di ricambio non da corpi umani, per mezzo dell’ingegneria genetica, da animali o partendo da cellule base, per poter riprodurre organi umani, implica ed indica che la loro inconscia morale, che il punto della morte attuale (morte cerebrale) non sia quello sicuro e certo.

Essi affermano a destra ed a manca che si debbono cercare altre strade per sopperire alla mancanza di donazioni; questa è soltanto una scusa razionale per tentare di coprire la loro inconscia azione verso la riparazione dell’errore ben conosciuto, la consapevolezza inconscia che la morte cerebrale non è certezza di morte irreversibile.

5)    Vi è anche un’importante concetto da ricordare: i trapianti sono il DICHIARATO FALLIMENTO della diagnostica e delle terapie mediche effettuate ….prima…….. quindi per riparare alla incapacità, imperizia e non professionalità ben visibile nel paziente – che sta malissimo, è in momento molto precario e può morire in poche ore o giorni  -  si cerca (la casta medica) di riuscire almeno nel trapianto degli organi, tentando di riparare al danno fatto da parte dei colleghi della stessa categoria e quindi l’espianto ed il trapianto sono anche la salvezza della professionalità della casta, che ormai è di tutta evidenza, per il continuo aumento di malati non guariti alcuni dei quali debbono ricorrere anche al trapianto, è la meno preparata di tutte le categorie professionali esistenti !

6)    E’ solo la ricerca e lo studio di altre strade ideologiche, diagnostiche, terapeutiche – che la medicina naturale mette a disposizione -  l’unica strada per NON arrivare al trapianto e quindi all’espianto.

7)    NON esistono in tutto il mondo cultori della medicina naturale che arrivino al trapianto; occorre quindi riflettere  seriamente e ripensare quasi tutta la medicina diagnostico, terapeutica.

8)     Così facendo impedisce anche che la criminalità si metta a disposizione nella “ricerca” di organi e quindi arrivare a rapire giovani da espiantare, offrire misere somme di denaro per ottenere organi da soggetti sani e donatori…… per fame, ecc. organi da rivendere successivamente a caro prezzo ad esseri umani facoltosi !

9)      Una delle massime della seria medicina è: …”è meglio prevenire che curare” ! …….ma la si è completamente dimenticata !

Trapianti - Espianti un grande Business, vedi qui  + Espianti ?

La teoria chiamata "morte cerebrale", e' stata inventata di sana pianta per espiantare gli organi da soggetti ancora viventi !
https://www.lifesitenews.com/news/brain-death-is-a-medical-fiction-invented-to-harvest-organs-from-living-people-expert

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Cari Amici, e Soci della Lega Antipredazione,
Come già precedentemente segnalato, la neuroscienziata italiana operante in Francia, a Lione, è riuscita servendosi di elettrostimolazioni applicate al nervo vago per un intero mese, a far recuperare la coscienza ad un paziente in stato vegetativo giudicato "irreversibile" da ben 15 anni: un risultato strabiliante.
Quello che stupisce è che questa notizia rivoluzionaria, rimbalzata sulla stampa nazionale, sia rapidamente scomparsa inghiottita nel torrentizio fluire della cronaca.
Lo stesso è successo nel 1998 con la terapia della "ipotermia cerebrale controllata" che in Giappone è utilizzata per salvare da traumi cranici ed ischemie cerebrali. Tacciono per non smentire convinzioni a-scientifiche e leggi autoritarie che impongono l'utilitaristica "morte cerebrale" per espianti-trapianti.
Il prof. Roberto Fantini, autore dell'articolo sottostante, nonché nostro socio, ha esplicitato una limpida critica alla  scienza e alla religione, dando forma ad obiezioni che assillano molti laici e cattolici.
http://www.flipnews.org/component/k2/questione-trapianti-di-organi-un-ragionato-invito-a-scienza-e-religione-ad-abbracciare-un-filosofico-sapere-di-non-sapere.html
By Lega antipredazione

vedi: Trapianti + I  MEDICI, una MINACCIA per la SALUTE  ? +  MEDICI IMPREPARATI

Vedi anche questo articolo - 17/04/2019
Rivelazione di un nuovo studio di scientifico:
Donatore di organi ? Gli organi sono tagliati fuori dai corpi dei pazienti anche se sono coscienti e consapevoli....   https://www.naturalnews.com/2019-04-17-human-organs-are-cut-out-of-patients-bodies-even-while-they-are-conscious-and-aware.html